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Articoli

  • Dispensa di Tricologia per parrucchieri (copiala solo 40 pagine)


    Studio “In”
    Scuola di formazione professionale
    Arco-felice  Pozzuoli (NA)

     

     

    Corso Parrucchiere II anno

    DISPENSA

     

    I Trav. Licola Patria 65
    Tel/Fax 081 86614 52
    e-mail studio.in@libero.it

     


    A cura del prof. Giuseppe VARRIALE
    e dell’allieva SCOTTO DI CLEMENTE Carmen


    I capelli secchi

    Le  ghiandole sebacee possono produrre troppo o troppo poco sebo. Nel primo caso si avranno capelli grassi nel secondo capelli secchi.
    I capelli secchi sono fragili e porosi, meno resistenti ai trattamenti, mancano di lucentezza e sono difficili da mettere in piega. I capelli secchi si presentano con le scagliette alterate ,sollevate  e  fissurati con doppie punte.
    Tra le cause dei capelli secchi ci può essere anche l’uso di prodotti cosmetici inadatti e gli agenti atmosferici: il vento, il mare,l’acqua delle piscine o i raggi del sole che  indeboliscono e sfibrano i capelli.

     

    Come affrontare il problema dei capelli secchi?
    1. visita dermatologica
    2. se una situazione temporanea creata dall’ ambiente,si potranno usare sciampi in crema adatti e dopo-sciampo     
                                                                                             
    LA SEBORREA E I CAPELLI GRASSI

    I capelli grassi sono associati alla seborrea, una produzione eccessiva di sebo. 
    I capelli si sporcano facilmente in quanto le particelle di polvere rimangono attaccate allo strato di grasso , non si pettinano facilmente e sono brutti alla vista e peggio al tatto e se non lavati hanno  un  cattivo odore.
    Lavarli frequentemente è un rimedio non sempre efficace perché le ghiandole vengono stimolate a produrre sebo.
    I capelli grassi  soprattutto tra gli uomini , si manifestano con l’adolescenza quando inizia l’attività degli ormoni sessuali androgeni che regolano l’ attività delle ghiandole sebacee .
    Il TESTOSTERONE, presente anche nelle donne, non colpisce tutto il cuoio capelluto, più esposti sono il vertice, le tempie e la fronte. La  differenza tra le aree è solo dovuta alla diversa “sensibilità” dei follicoli piliferi per gli ormoni androgeni.
    L’eccessiva produzione di sebo può irritare la pelle, (infiammazione cronica e dermatite seborroica). In questo caso porta alla desquamazione eccessiva della pelle, le squame si stratificano con irritazione e prurito. Dopo il lavaggio le scaglie intrappolate tra i capelli cadono sotto forma di forfora.
    Rimedi   
    Il dermatologo propone sciampi delicati. La seborrea nelle donne può essere curata mediante terapie che inibiscono l’attività degli androgeni come il progesterone.

    LA FORFORA

    Il  ricambio delle cellule avviene in circa 30 giorni, ma esiste una notevole variabilità individuale. Le cellule possono abbreviare il loro ciclo vitale e si staccano singolarmente o rimangono attaccate formando squame biancastre tra i capelli che cadendo si depositano sul colletto  della giacca.
    La forfora  compare di solito alla  pubertà, quando le ghiandole sebacee cominciano a funzionare. Il 45% di uomini e donne ne è affetto, alternata a periodi in cui scompare, può permanere per tutta la vita anche se rara negli anziani.
    Se le scaglie sono grosse e c’è prurito, bisogna fare una visita dal dermatologo  perchè potrebbe essere dermatite seborroica che può portare arrossamenti e irritazioni del cuoio capelluto .
    La forfora non è una malattia, ma  una  disfunzione.
    Come curare la forfora?
    Non ci sono rimedi sicuri. Si può rallentare la desquamazione con sciampi, lozioni o creme. La maggior parte dei prodotti  antiforfora contiene sostanze  come il solfuro, lo zolfo colloidale e l’acido salicilico .


    I capelli grigi e la canizie

    I capelli che “diventano grigi” e poi bianchi seguono il loro destino naturale, cioè quello d’invecchiare.
    I capelli non “diventano grigi“, ma bianchi, cioè perdono la melanina e tra le scagliette cornee rimangono intrappolate bollicine d’aria, per cui appaiono candidi a causa della rifrazione della luce che li colpisce. I primi capelli bianchi nell’uomo compaiono alle tempie e lentamente invadono il resto della capigliatura mentre nella donna l’incanutimento è diffuso. I capelli bianchi mescolati agli altri ancora pigmentati rendono la capigliatura grigia finchè non diventa candida. Nella popolazione bianca i primi capelli bianchi appaiono a 35 anni (40 anni nelle popolazioni nere), ma a 50 anni la metà  della gente ha almeno il 50% dei capelli bianchi. Una canizie che compare intorno ai 20 anni si definisce prematura. La differente perdita di melanina delle diverse aree corporee può essere evidente in chi porta la barba che spesso incanutisce prima dei capelli. Con l’invecchiamento aumenta il numero dei capelli in catagen , si riduce il diametro dei fusti e rallenta la velocità di accrescimento, si ha una maggiore difficoltà a pettinare e ciò aumenta la caduta.

     

     

    Prodotti per la cura dei capelli

    I prodotti cosmetici li proteggono dagli agenti nocivi come il sole, il vento, l’acqua salata o clorurata; se sono danneggiati ne facilitano il recupero, se sono secchi li ammorbidiscono e se sono grassi ne riducono lo strato untuoso. Il cosmetico non deve avere proprietà terapeutiche, non deve penetrare al di sotto degli strati più superficiali della pelle e non deve penetrare entro il follicolo ma deve migliorare le sue condizioni superficiali, idratare, ammorbidire, proteggere e deve rispettare il film idrolipidico. L’uso eccessivo di sciampi, lacche, gel, permanenti e tinture può avere effetti dannosi, inaridendo, indebolendo e rendendo opachi i capelli. Il cosmetico che vuole curare le alterazioni dei capelli si indirizza verso la forfora, la seborrea (capelli grassi) e la caduta dei capelli. Nelle varie fiale e lozioni potremo trovare aminoacidi contenenti zolfo, il liquido amniotico, estratti di placenta o proteine della seta, le lozioni toniche a base di Ginseng, Rabarbaro, China e l’Hennè ottimo, innocuo colorante per i capelli con sfumature rosse. 


    GLI SCIAMPI

    Lo sciampo è un sapone (liquido, crema, gel, olio, schiuma o polvere) che deve eliminare  le particelle di sporco dai capelli e dal cuoio capelluto, senza danni e dando loro lucentezza e morbidezza. Ce ne sono moltissimi per diversi tipi di capelli  e per specifiche patologie. Esistono tre famiglie: per capelli normali, delicati, secchi; poi troviamo quelli trattanti e “curativi” per la forfora e i capelli grassi. Ogni sciampo contiene una sostanza a potere detergente chiamato tensioattivo. Questi ultimi non sono tutti uguali, alcuni non sono dannosi. Tra i peggiori nemici dei capelli troviamo i laurilsolfati,  a causa dell’eccessivo potere sgrassante, i quali  lasciano i capelli ruvidi e con le squamette aperte, seccano la cute e irritano gli occhi. Oltre al tensioattivo devono contenere stabilizzatori della schiuma, ammorbidenti, addensanti, conservanti, profumi, coloranti e sgrassanti. C’è oggi tendenza a lavare i capelli con maggiore frequenza, anche quotidianamente e sono stati elaborati sciampi delicati adatti a lavaggi frequenti, questi sono liquidi e chiari con una buona schiuma e facilità di risciacquo. Devono avere un grado di acidità simile a quello del film idrolipidico cutaneo cioè tra 4 e 6 di pH. Gli sciampi per bambini  che devono evitare irritazione cutanea e bruciore agli occhi  richiedono  attenzione ai dosaggi dei componenti per mantenere le proprietà detergenti garantendo la massima innocuità. Gli sciampi balsamici rendono i capelli più morbidi, leggeri e lucenti, più elastici e robusti. Spesso sono sotto forma di creme liquide o semiliquide. Contengono  gli additivi del balsamo dopo-sciampo e tutto in un unico prodotto. Per i capelli secchi sono indicati gli sciampi sotto forma di creme, questa formulazione permette d’integrare al detergente sostanze idonee ad affrontare tale problema. Se lo sciampo deve curare capelli secchi o grassi, forfora, seborrea, irritazioni del cuoio capelluto, infestazione dai pidocchi, ci sono sul mercato sciampi trattanti e sciampi medicanti. Un buono sciampo dovrebbe sempre
    1 essere facilmente distribuibile sui capelli;
    2 potersi sciacquare facilmente;
    3 rendere i  capelli facili da pettinare;
    4 lasciarli morbidi;
    5 migliorarne la  lucentezza;
    6 pulirli a fondo;
    7 non farli svolazzare;
    8 tenerli in ordine  il più a lungo  possibile;
    9 essere adatto alle caratteristiche;
    10 avere un profumo piacevole e durare;
    11 avere una buona resa;
    12 avere un giusto rapporto qualità/prezzo.
    La capacità di  fare schiuma non è necessariamente legata alla capacità detergente.

    I BALSAMI

    Creme  ed emulsioni come dopo-sciampo, servono a rendere i capelli più soffici, lucidi e morbidi, soprattutto se sono secchi  o danneggiati dal sole, dal vento, dal bagno in mare o in piscina, dal phon, permanenti e tinture. Possono contenere sostanze filtranti i raggi ultravioletti, non vanno bene per i capelli grassi e sono indispensabili per capelli secchi, intrecciati e danneggiati.

    GLI AMMORBIDENTI

    Creme o paste per capelli secchi e danneggiati, da applicare per tempi lunghi e talora al calore sotto il casco o avvolgendo i capelli con un asciugamano caldo. Usati per capelli molto secchi o dopo trattamenti di permanente o colorazione. Sono in grado di rendere più liscia la superficie dei capelli.
    LE LOZIONI

    Composti fluidi (acqua, alcol, glicerina con principi attivi) che frizionati quotidianamente rendono i capelli leggeri e luminosi. Le brillantine per uomo appartengono a questa categoria. Bisogna distinguere  quelle cosmetiche e quelle che permettono di curare, stimolare la crescita, mantenere la vitalità e la ricrescita. Si sottolinea che il loro utilizzo è come detergenti, antisettici, antiseborroici. Le lozioni farmacologicamente  attive possono avere azione cheratolitica (salicilico, resorcina), tonica e stimolante (canfora, chinina, petrolio), antiseborroica (zolfo, zinco) stimolante la circolazione sanguigna (estratti di eucalipto, acido nicotinico). Le lozioni contengono vitamine , quasi sicuramente prive di attività se applicate su pelle. Esistono anche lozioni a base di ormoni, a base di proteine e amminoacidi, a base di glicoproteine ancora da studiare seriamente.

    LE SCHIUME AEREOSOL
    Prodotti da  spruzzare sui capelli, con funzione di balsami, nutrienti, ammorbidenti. Hanno  effetti migliori di altri prodotti, specie con capelli sottili.

    GLI OLI
    Abbelliscono la capigliatura dando lucentezza e proteine. Hanno le stesse funzioni dei balsami, li troviamo a base di estratti naturale, di mandorle o di avena, indicati per pulizia della testa dei neonati. Prima dello sciampo proteggono dal sole, dal vento, dall’acqua salata e clorata.
    I TONICI

    Sono dopo-sciampo che rendono i capelli pettinabili. Hanno forma di lozioni o schiuma spray.

    LE LACCHE ED I GEL

    Nebulizzati sulla testa  lasciano una pellicola invisibile, permettono di dare un tocco particolare fissandone l’acconciatura. Di solito si utilizzano su capelli asciutti e bisogna essere  sicuri di eliminare i residui. Usate come protezione  dall’acqua e dal vento. I gel  come le “gommine” possono avere la stessa funzione  delle lacche, permettendo di modellare  durante la pettinatura. Facilmente eliminabili con una spazzolatura  o un lavaggio.


    LA CURA DEI CAPELLI

    COME LAVARE I CAPELLI

    Sulla nostra pelle è steso un velo protettivo, il film idrolipidico,  formato da sudore e sebo, è importante perché non solo mantiene morbida la pelle, i peli e i capelli, ma li protegge dai microbi, però  il film raccoglie anche la polvere e lo sporco. La frequenza dei lavaggi va da una a due volte la settimana, non esiste una regola, perché la frequenza ed il tipo di sciampo  dovranno essere adattati alla qualità ed allo stato dei capelli, poiché non è bene limare completamente il film idrolipidico; può essere buona norma lavare i capelli con acqua tiepida, dopo aver spazzolato e massaggiato il cuoio capelluto. Non è necessario frizionare energicamente, basta un semplice massaggio in punta di dita, con movimenti dolci.
    È importante sciacquare molto bene, con acqua in abbondanza, tiepida e a doccia non violenta. Se si lavano spesso fare uso di uno sciampo delicato e poco sgrassante. Se con  frequenza, usare uno sciampo delicato e se si hanno capelli secchi o grassi usare uno sciampo specifico. Se si deve lavare la testa di un bambino usare uno sciampo che non bruci gli occhi.

    COME ASCIUGARE I CAPELLI
    Il parrucchiere userà un primo asciugamano, poi li potrà asciugare con il phon o con il secondo asciugamano, se potrà lascerà un morbido, tiepido asciugamano attorno alla testa per alcuni minuti, per passare poi alla pettinatura o alla messa in piega dei capelli umidi. Il phon se proprio  deve essere usato, non deve mai  emettere aria troppo calda, mai troppo vicino alla pelle e per troppo sulla stessa zona: errato  fonare la stessa ciocca finchè non è asciutta. Oltre a scottare  può rovinare i capelli seccandoli e  spezzandoli. Il phon va usato a 15-20 centimetri con aria tiepida e sempre in movimento, mentre ci si spazzola o pettina.

     

    SPAZZOLE, PETTINI ED ALTRI
    STRUMENTI
    La pettinatura dei capelli lavati, o arruffati la mattina, va fatta con un pettine a denti larghi, cominciando dalle punte e districandoli lentamente. Soprattutto se lunghi cominciare dalla base, perché si rischia di strapparli facilmente. Quando vengono tolti dai bigodini hanno le punte aggrovigliate  quindi vanno pettinati con attenzione. E’ terribile per la salute dei capelli la ”cotonatura”.
    La spazzola aiuta a rimuovere polvere e forfora e a mantenere puliti e lucidi i capelli.  La spazzola usata prima di andare a letto, prima di uno sciampo. Mai dopo, la spazzola deve muoversi seguendo l’inclinazione dei capelli e della base verso l’estremità.
    Se le setole sono di materiali naturali (cinghiale o maiale) il loro massaggio risulta più gradito ed efficace. Pettine e spazzola dovrebbero essere personali, come lo spazzolino da denti, tenuti sempre puliti. La pulizia deve riguardare le setole e la base. Basta sciacquarli con acqua tiepida e sapone. Altri strumenti sono i ferri stiranti e arriccianti, le piastre riscaldate elettricamente, consentono di mettere in piega i capelli. Il caldo eccessivo sfibra il capello. Mai usarli quando la capigliatura è ancora bagnata. Se si usano gel e lacche, devono essere rimosse accuratamente prima della stiratura per evitare che i capelli restino incollati al metallo. Mollette, bigodini ed altri per la messa in piega hanno bisogno di un po’ di attenzione, non vanno usati con capelli bagnati ma umidi. I capelli non  vanno mai tirati troppo: c’è chi si stupisce di arrotolare stretti i capelli intorno ai bigodini e vederli poi rompersi man mano che si asciugano col phon. Un po’ di attenzione anche agli elastici, soprattutto se sfilati ancora stretti, seguendo lo stesso ragionamento, si veda di non tirare troppo i capelli quando si fanno quelle treccine alla giamaicana lanciate da Bo Derek e soprattutto di non tenerli troppo tempo acconciati a quel modo.

    IL TAGLIO DEI CAPELLI

    È un rito di grande importanza,  sia per la donna che per l’uomo. Si decide di modificare l’acconciatura, spesso per qualche cambiamento nella propria vita. Negli adolescenti vi è un continuo ”provare” acconciature alla ricerca d’identità. Non è per niente vero che tagliare i  capelli corti o frequentemente li rende più robusti e ne impedisce la caduta. Spesso per la rasatura si usano depilatori o rasoi elettrici, si possono avere manifestazioni infiammatorie a carico dei follicoli piliferi con piccole pustole o cicatrici. Utile una spuntatina ogni mese o due per evitare le doppie punte che si formano a causa di uno strumento non affilato, uso del phon, tinture e stirature.

    LA MESSA IN PIEGA

    I capelli bagnati possono essere “messi in piega” temporaneamente, arrotolandoli attorno ad un bigodino per poi asciugarli sotto il casco o col phon o all’aria. Si formerà un ricciolo che per qualche tempo manterrà la sua forma. I riccioli si potranno ottenere con ferri riscaldati o a vapore.
    L’ondulazione potrà essere ottenuta spazzolando o pettinando mentre li si asciuga  per poi acconciarli in modo da ottenere il risultato estetico voluto.
    La messa in piega trova la sua spiegazione nelle caratteristiche fisiche e chimiche del capello, in particolare delle cheratine. Se il capello è bagnato, può essere allungato arrotolandolo attorno al bigodino e sia l’allungamento che l’arricciolatura rimarranno per qualche giorno perché i ponti di idrogeno modificano la loro posizione ma poi tornano allo stato originario lentamente. Più stretto è il bigodino più questo permane .    
    Se le setole sono di materiali naturali (cinghiale o maiale) il loro massaggio risulta più gradito ed efficace. Pettine, spazzola dovrebbero essere personali, come lo spazzolino da denti, sempre puliti. La pulizia deve riguardare le setole e la base, basta sciacquarli con acqua tiepida e sapone.
    Altri strumenti sono i ferri stiranti e arriccianti, le piastre riscaldate elettricamente, consentono di mettere in piega i capelli ma da non usare quando la capigliatura è ancora bagnata. Il caldo eccessivo sfibra il capello. Se si usano gel e lacche, devono essere rimosse accuratamente prima della stiratura per evitare che i capelli restino incollati al metallo. Mollette, bigodini ed altri per la messa in piega hanno bisogno di un po’ di attenzione, non vanno usati con capelli bagnati ma umidi. I capelli non  vanno mai tirati troppo: c’è chi si stupisce di arrotolare stretti i capelli intorno ai bigodini e vederli poi rompersi man mano che si asciugano col phon. Un’ po’ di attenzione anche agli elastici per lo stesso motivo, soprattutto se sfilati ancora stretti si veda di non tirare troppo i capelli quando si fanno quelle treccine alla giamaicana lanciate da Bo Derek anni fa,e soprattutto di non tenerli troppo tempo acconciati a quel modo.

    LA PERMANENTE

    La “Permanente” risale agli inizi del 1.900 ed è un procedimento che utilizzando dei composti chimici a caldo o a freddo, modifica i ponti di zolfo che mantengono la struttura delle cheratine deformandole e permettendo di modificare la forma dei capelli per un tempo lungo.
    La permanente si ottiene in tre momenti successivi : l’ammorbidimento, la piega e l’indurimento. Si ottiene sempre un danno superficiale del capello molto evidente.
    AMMORBIDIMENTO: si possono ammorbidire i capelli con l’uso di sostanze chimiche quali l’ammoniaca o il bisolfato di potassio che possono danneggiare notevolmente i capelli e la pelle. L’ammoniaca apre le squame, la forza della concentrazione scelta dipende dal tipo di capelli, dalla loro struttura e da permanenti o decolorazioni subite.
    PIEGA O ARRICCIOLATURA: i capelli bagnati con la soluzione alcalina, vengono arrotolati sui bigodini e mantenuti a 100-200 gradi c per diversi minuti. La forma dei capelli si modifica perché si modifica la struttura delle cheratine, che resisterà a lungo dopo l’indurimento.
    INDURIMENTO: l’indurimento è il processo inverso dell’ ammorbidimento e comporta l’uso di prodotti acidi, quali l’acqua ossigenata e il perborato di sodio, oppure il bromato di potassio. Questi reagenti, che fissano l’ondulazione nella sua nuova configurazione, tendono a schiarire i capelli.
    La permanente a caldo è ormai abbandonata, e sostituita con una tecnica a freddo che utilizza per ammorbidire lozioni col sale ammoniacale dell’acido tioglicolico, che agisce sulle cheratine rompendo i ponti di zolfo e deformando il capello.
    I capelli arrotolati sul bigodino vengono fissati con acqua ossigenata. È indispensabile prima dell’ indurimento un risciacquo dai liquidi ammorbidenti e arriccianti per evitare residui sui capelli.
    La permanente lascia i capelli più ruvidi, stopposi e rigidi soprattutto se ripetuta nel tempo, alla fine del trattamento eseguire un lavaggio con sciampo ammorbidente. La permanente deve durare almeno 2-3 mesi. È bene che il parrucchiere esegua le varie operazioni nel tempo più breve portando a termine senza danni il procedimento.
    Il bravo parrucchiere conserva adeguatamente i prodotti impiegati, cosa essenziale per la buona riuscita del procedimento. La permanente maldestra può causare irritazioni al cuoio capelluto e danni ai capelli, mai la loro caduta: possono diventare secchi e fragili, spezzarsi ma poi ricresceranno sani perchè la permanente attacca il fusto non la radice. La permanente non dovrebbe essere fatta da chi soffre di alopecia, eczemi o allergie a sostanze o metalli per esempio quelli della bigiotteria.

              

    LA STIRATURA DEI CAPELLI

    Con la stiratura si ottiene una deformazione permanente dei capelli. La fase della ”piega” è sostituita dalla pettinatura che stira il capello modificando la posizione delle molecole di cheratina. Si usano vari prodotti chimici, sia a caldo che a freddo che seguono lo stesso principio delle permanenti. Gli uomini fanno uso di pomate oleose. I metodi che fanno uso di pettine caldo prevedono il lavaggio, l’asciugatura con un panno, l’applicazione di un liquido oleoso che agisce trasmettendo calore ai capelli e la stiratura con un pettine caldo. I legami che tengono avvolte a spirale le molecole di cheratina vengono spezzati consentendo ai capelli di diventare diritti. Il sudore e la pioggia però li riportano alla forma originaria. Durante la stiratura a caldo il capello può essere danneggiato e può comparire alopecia causata dalle penetrazione nel follicolo dei prodotti chimici caldi. La stiratura può essere ottenuta a freddo con varie sostanze chimiche a base di soda caustica come creme da usare proteggendo il cuoio capelluto con oli o cere; si distribuiscono sui capelli e si lasciano agire 15-20 minuti, poi si esegue la pettinatura e stiratura e infine il risciacquo con un neutralizzante. Le preparazioni contenenti soda possono causare dermatiti danneggiando i capelli.

     


    LA COLORAZIONE DEI CAPELLI

    I capelli come tutti sanno possono essere colorati o semplicemente mantenuti nel  loro colore naturale man mano che incanutiscono. Oggi la chimica fornisce il necessario per tingere i capelli se non ci sono controindicazioni o allergie. Il parrucchiere può utilizzare tinture già pronte che si sviluppano con l’applicazione. I fissativi, le lozioni, i riflessati a diversa concentrazione di colore sono di facile applicazione ma durata modesta (provvisorie o semipermanenti), le tinture permanenti richiedono una reazione chimica prodotta dall’acqua ossigenata che decolora la melanina e sviluppa il nuovo colore. L’ ammoniaca apre le squame facilitando la penetrazione dei pigmenti.
    Il parrucchiere deve miscelare correttamente i prodotti e applicarli uniformemente e rapidamente. Come nella permanente anche dopo la colorazione può essere utile a secondo dello stato dei capelli un lavaggio con ammorbidente.
    Coloranti usati per le tinture sono di tre tipi: vegetali, metallici e organico-sintetici. I metallici ormai abbandonati perché con i sintetici si ottengono colori più naturali. I vegetali di moda perché “naturali” non danno risultati definitivi, ma solo sfumature, possono saturare con applicazioni successive, spesso contengono additivi chimici che servono perché la colorazione si fissi meglio.
    Per prodotti completamente naturali ci si rivolga ad un erborista. Tra i più noti c’è l’Henné che dona sfumature dal rosso al mogano. Sui capelli biondi si ottiene un colore arancio-carota che non è proprio dei più piacevoli. È innocuo ma la colorazione non riesce sempre uniforme e dipende dal colore originale dei capelli, non nasconde i capelli bianchi, macchia facilmente la pelle e non ha assolutamente alcuna capacità rinvigorente o stimolante. I fiori di camomilla contengono un colorante giallo (l’apigenina) che tinge solo la parte superficiale dei capelli  usato per schiarirli.
    Dal guscio della noce si ricava un estratto usato in soggetti sensibili ai coloranti sintetici. Il decotto di foglie di noce è utile per scurire i capelli grigi, anche gradualmente. Si usa periodicamente dopo lo sciampo e si prepara facendo bollire per cinque minuti in un litro d’acqua 100 grammi di foglie fresche di noce. I coloranti meccanici, antichi come quelli “naturali” vegetali sono sempre meno utilizzati perché i capelli colorati con queste sostanze non possono essere schiariti o soggetti a permanente. Sono a base di  sali di piombo e di argento, eventualmente addizionati a sali di rame, manganese, bismuto, cobalto, nichel per ottenere diverse sfumature di colore. Un primo svantaggio è che macchiano la pelle e il secondo, che sono tossiche. I coloranti organici sintetici sono molecole di sintesi, quindi moderne, dai quali si possono ottenere svariate colorazioni naturali e sono i più diffusi; si possono distinguere dalla durata dell’effetto. Le colorazioni provvisorie tingono solo la superficie esterna, vengono rimosse da uno sciampo e durano una settimana. Disponibili in varie formulazioni polveri, sciampi, lozioni, spray, questi ultimi utili per dare un riflesso, un ritocco, disomogeneità, ma hanno tendenza a macchiare gli abiti. Le colorazioni semipermanenti sono costituite da molecole piccole da penetrare nella corteccia dei capelli umidi non decolorati. Vengono facilmente rimosse con sciampi contenenti ammoniaca o dopo 6-10 lavaggi. Le colorazioni permanenti sono tinture o scampi, preparate prima dell’uso miscelandoli con ossidante danno un colore permanente ai capelli bianchi, oppure scuro ai capelli “normali”. L’acqua ossigenata come ossidante può provocare danni per cui è necessaria la massima cautela nell’applicazione. Le colorazioni permanenti mantengono il colore per mesi e non possono essere applicati con frequenza superiore a ad una volta ogni 2-3 settimane, altrimenti danneggiano il capello. Per la loro azione il capello si gonfia, le squame si sollevano, i pigmenti penetrano sotto la corteccia e si fissano al fusto, le squame si richiudono e il colorante è intrappolato stabilmente. Poiché le colorazioni permanenti agiscono sul fusto dei capelli, hanno l’inconveniente di lasciare vedere i tratti di capelli vicini al cuoio capelluto non colorati per la normale crescita. In questo caso viene applicata una tinta chiara ma se si desidera una tonalità più scura, si può fare la correzione di colore utilizzando una tintura temporanea che rimarrà in superficie senza causare danni ai capelli. Le sostanze chimiche contenute nelle colorazioni permanenti possono causare dermatiti allergiche nel 10% delle persone. Talora le allergie sono subdole, compaiono in ritardo anche di mesi o anni. Alcuni parrucchieri propongono dei test ”allergici” mettendo una goccia di tintura a contatto della pelle della cliente e osservando cosa succede, ma richiede un contatto prolungato per almeno 48-72 ore. Le formulazioni più moderne paiono migliori dal punto di vista allergico, in ogni caso chi ha un cuoio capelluto e capelli sani si può sottoporre a trattamenti che comportino prodotti chimici di una certa aggressività.

    LA DECOLORAZIONE DEI CAPELLI

    La decolorazione consiste nel tentativo di rendere biondi i capelli scuri, completamente o in parte. Consiste nello schiarire il colore naturale dei capelli. Si può utilizzare sia per schiarire la capigliatura e lasciarla poi così, sia per una successiva colorazione e le sfumature biondo-rossicce o platino. Ogni capello contiene una variabile quantità delle due melanine, col risultato di molte sfumature. Se un trattamento distrugge i granuli di eumelanina, si avrà uno schiarimento che rende sempre più visibile le sfumature biondo rossicce, mentre se il trattamento elimina la feomelanina le sfumature andranno verso il colore cenere. Per ottenere il capello platino vengono distrutti quasi tutti i granuli di eumelanina e tutti quelli di feomelanina, e il capello è poi colorato con coloranti blu lilla. Le sostanze chimiche usate per le decolorazioni, che devono rendere solubile la melanina e poi e poi eliminarla, finiscono sempre per attaccare anche le cheratine cioè le proteine che danno struttura ai capelli. Non è esagerato dire che la decolorazione è un trattamento molto dannoso che rende i capelli secchi, porosi, ricchi di nodi talora lo è anche per il cuoio capelluto.
    I capelli diventano sensibili all’umidità, agli agenti atmosferici e agli altri trattamenti.
    Sono descritti casi di orticaria e dermatiti in seguito a decolorazione. Come la permanente, la decolorazione deve essere eseguita con molta attenzione. I prodotti decoloranti possono essere soluzioni di acqua ossigenata e ammoniaca oppure creme a base di ammoniaca  o sali di ammonio da mescolare prima dell’uso con acqua ossigenata.
    Le creme permettono decolorazioni parziali e localizzate. Esistono sciampi schiarenti, polveri e paste, oli e gel.

    POSSIBILI DANNI
    DA TRATTAMENTI COSMETICI

    I trattamenti fisici (spazzolatura, taglio) e cosmetici cioè chimici possono causare danni ai capelli e alla cute, Il trattamento cosmetico può indebolirli, rovinarli, provocare infiammazioni ,allergie e alopecie. Il primo segno è rossore al cuoio capelluto poi prurito e desquamazione, il prodotto usato va subito sospeso.

    DANNI AL PARRUCCHIERE

    Si descrivono casi di distrofie delle unghie o dermatiti da contatto. Indossare guanti protettivi può aggravare situazioni patologiche o preesistenti e provocare reazioni di sensibilizzazione a composti presenti nella gomma. Deve essere incoraggiato l’utilizzo di adatte protezioni per i trattamenti a rischio (tinture e permanenti).
    L’inalazione di ingredienti volatili come l’alcool etilico e i propellenti degli aerosol, di polveri per la preparazione di decoloranti, è facilitata dalla posizione del viso del parrucchiere rispetto al capo del/lla cliente     

    POSSIBILI DANNI AL PARRUCCHIERE

    A) Scottature
    Non toccare la pelle col ferro caldo, non tenere il phon troppo vicino alla testa bagnata,più insidiose sono le scottature da sostanze chimiche. Spesso non si ha dolore immediato, ma il danno può insorgere anche qualche ora dopo l’applicazione.
    B) Dermatiti
    L’effetto collaterale più diffuso dei cosmetici sono le dermatiti cioè infiammazioni della pelle con rossore e dolore localizzato (dermatiti da contatto), Vari prodotti possono causare la dermatite da contatto con prurito ed essudazione. La causa più comune è la tintura, raramente gli sciampi provocano problemi, salvo quando sono troppo alcalini e aggressivi. Si può sviluppare una dermatite in seguito ad una permanente, presentandosi dopo qualche giorno con bruciore, arrossamento e gonfiore. Le tinture sono le maggiori responsabili di infiammazioni cutanee, talora gravi, con reazioni immediate, appena dopo il contatto con il colorante e ritardate dopo ore o giorni. Se vi sono sintomi asmatici o di collasso, gonfiori diffusi, l’intervento è indispensabile.
    La dermatite di solito si sviluppa dietro le orecchie, alla fronte, nel collo e sulle palpebre. I decoloranti soprattutto a base di sale di ammonio posso creare frequentemente orticarie. Ma anche l’henné o la camomilla possono dare dermatiti, nel caso non è necessario radersi a zero ma un buon lavaggio è più che sufficiente.
    C) Danni agli occhi
    Soprattutto gli sciampi sono responsabili di irritazioni, infiammazioni o danni più gravi agli occhi, anche altri cosmetici come gocce di tintura possono causare problemi. Di solito si tratta di danni risolvibili e mai permanenti. E’ sempre opportuno ridurre il contatto degli occhi con qualsiasi prodotto per capelli.
    D) Danni ai capelli
    Un capello traumatizzato da trattamenti può diventare secco, fragile e opaco: quando si avvolge troppo stretto attorno ai bigodini, quando si pettina o spazzola con troppa forza o in direzione opposta alle squamette di superficie (cotonature) quando si usano acconciature che mantengono tirati a lungo i capelli. I capelli stirati o sottoposti a permanente o tintura con troppa frequenza o con applicazioni troppo prolungate, diventano fragili e risentono maggiormente di tutte le influenze negative del clima. Il mutamento è irreversibile e i capelli si spezzano, ma potranno ricrescere sani. Decolorazioni permanenti possono indurre la tricoressi nodosa provocando fissurazioni e fratture dei capelli con formazione di nodi. Quando già sono presenti alterazioni del fusto, i trattamenti spesso le peggiorano. Nei “pili torti” il fusto si presenta appiattito con molti attorcigliamenti, fragile, occorre ridurre al minimo traumi fisici e da cosmetici. I “pili anulati” al microscopio presentano bande chiare e scure.
                 

    E) Sensibilizzazione
    Una persona dopo l’applicazione di una tintura può sviluppare una reazione allergica anche con altre sostanze (allergia crociata). Le tinture sono le più responsabili di danni, irritazioni cutanee o sensibilizzazioni.
    F) Orticaria
    È una reazione infiammatoria che può svilupparsi in regioni diverse dal cuoio capelluto, in seguito all’assorbimento di prodotti. Si possono anche avere infiammazioni delle vie respiratorie, asma o congiuntiviti.
    G) Altri danni
    L’uso eccessivo di balsami porta allo stimolo delle ghiandole sebacee e i capelli risultano grassi, opachi e pesanti. Il calore per stirare i capelli può causare alopecia. L’abitudine a portare trecce o code molto strette, o subire stirature col phon può danneggiare i capelli e provocare alopecia traumatica, con infiammazioni dei follicoli e cicatrici , oltre al diradamento nelle zone dove i capelli sono stati più tirati. Un eccessivo massaggio o insistenti spazzolature sono all’origine dell’alopecia da massaggio che comporta la rottura del capello, l’uso eccessivo di bigodini può provocare alopecia, con eritema del cuoio capelluto e capelli che si spezzano.
    Le Pseudofollicoliti sono infiammazioni dei follicoli in cui il pelo si attorciglia e forma una pustola, cui segue una cicatrice. In questi casi  sospendere quel tipo di taglio per qualche mese e curare le infiammazioni.


    LA RASATURA DELLA BARBA
                                                                                      I peli della barba possono crescere fino ad oltre un metro, i peli della barba tendono ad incanutire prima dei capelli. Sono inclinati con un angolazione e con un orientamento dei quali si deve tenere conto durante la rasatura. Questa può avvenire con rasoi manuali (rasatura bagnata, perché richiede acqua e sapone) oppure elettrici (rasatura a secco). Per quest’ultimo tipo di rasatura è bene  preparare la pelle con apposite lozioni, mentre tutte le rasature devono prevedere l’uso di prodotti dopo-barba che abbiano azione rinfrescante, astringente, antisettica. La rasatura comporta l’asportazione di un poco dello strato corneo per cui la pelle può risultare irritata, in alcuni casi si giunge a dermatiti eritematose (arrossamenti con prurito) su tutta l’area rasata. Se le lame irritano i follicoli piliferi, possono insorgere follicoliti che diventano evidenti come papule o pustole. Se la pelle è delicata le lozioni dopo-barba vanno escluse perché “bruciano” ma si può passare sul viso un batuffolo di cotone imbevuto in cloruro di benzalconio allo 0,5% e una crema astringente. Come lo spazzolino da denti il rasoio, sia manuale che elettrico personale, deve essere usato da una sola persona e mantenuto accuratamente pulito, disinfettato e controllato nell’affilatura. I rasoi a lame “usa e getta” devono essere usati realmente una sola volta.

     

    LA RASATURA BAGNATA
    (CON RASOI A MANO)

    Perché la rasatura sia efficace occorre che la barba sia ammorbidita, i peli si possano tagliare più facilmente; la cute sia lubrificata, i peli vengano fatti erigere, che non si abbia irritazione dopo il taglio. La rasatura bagnata garantisce un taglio netto dei peli. L’acqua tiepida riesce ad ammorbidire in modo da diminuire la resistenza al taglio, sono stati formulati c osmetici che aumentano e migliorano questa capacità favoriscono la lubrificazione, l’erezione dei peli e la protezione della pelle. I cosmetici sono di solito creme, schiume aerosol o stick. La schiuma aerosol viene massaggiata sulla pelli. Esistono in commercio rasoi bilama per favorire la fuoriuscita dei peli e la retrazione dei monconi. Talora vengono aggiunti agenti batteriostatici per prevenire infezioni , il mentolo per dare sensazione rinfrescante, siliconi protettivi e lubrificanti, profumi ed altre sostanze. Gli stick e i saponi per l’uso col pennello proteggono poco la pelle e richiedono più tempo per l’applicazione ma ammorbidiscono i peli in maniera eccellente e sono poco costosi.
    Le creme si applicano facilmente, fanno scorrere la lama e proteggono la cute.


    LA RASATURA A SECCO
    (CON RASOIO ELETTRICO)
    La rasatura con rasoio elettrico non è efficace come quella a mano ma è meno traumatica. Due le condizioni indispensabili pulizia della pelle e del rasoio, la pelle asciutta e i peli eretti. Per ottenere questi risultati, prima della rasatura usare lozioni pre-barba (per erigere i peli) anti-irritanti (per lasciare la pelle asciutta) acide (Ph 4-5). Di grande utilità l’uso del talco che assorbe sia il sebo che l’umidità cutanea ed ha proprietà antiattrito.

    I PRODOTTI DOPOBARBA

    Ogni rasatura è irritante e può causare foruncoli o papule, infezioni (il rasoio deve essere personale) e tagli, vi è la rimozione di parte dello strato corneo. Il dopo barba dovrà alleviare questi inconvenienti. Si utilizzano lozioni idroalcoliche profumate (se la pelle non è delicata) con dosi di mentolo ed emollienti. L’azione è rinfrescante, astringente, emolliente, antisettica.

     

     

     

     

     

     


    CAPELLI: COME CURARLI                          
                                                                                   LE ALTERAZIONI DEL FUSTO DEI CAPELLI
    I capelli possono presentare alterazioni ereditarie o acquisite.
    1) La moniletricosi è un difetto dei capelli che presentano strozzature, dilatazioni (come una collana o un monile) e un estrema fragilità.
    È ereditaria, alla nascita i capelli sono normali dopo qualche mese comincia la loro alterazione. Esistono pazienti colpiti in età adulta. Non vi è nulla da fare salvo che rivolgere grande attenzione alla spazzolatura e pettinatura.
    2) I pili torti (peli attorcigliati) sono prevalentemente femminili, i capelli sono appiattiti ruotati di 180 gradi rispetto al loro asse. L’irregolarità del diametro e l’anomala rotazione causano la rottura e insoliti riflessi di luce. Non tutti i capelli di una stessa zona sono interessati. Nell’individuo affetto possono essere presenti ritardo mentale, anomalie scheletriche, opacità corneale, anomalie delle unghie. Può capitare infatti che i pili torti siano associati a sindromi gravi del sistema nervoso, tumori, alterazioni delle ovaie e dei testicoli, tutte ereditarie. Non esiste una cura efficace ma bisogna ridurre al minimo ogni trauma fisico o cosmetico.
    3) I capelli a canna di bambù (o tricoressi invaginata) si osservano in un’altra malattia ereditaria la sindrome di Netherton, i capelli sono fragili con attorcigliamenti e noduli lungo il fusto simile a una canna di bambù. Arriva ad interessare tutti i peli del corpo ma spesso i capelli migliorano nell’adulto.
    4) Nella tricoressi nodosa, una delle alterazioni del fusto dei capelli, questi appaiono opachi con numerosi noduli grigio-bianchi. I noduli sono i punti più indeboliti e sfrangiati in corrispondenza dei quali avviene la rottura.
    5) Le punte spezzate hanno aspetto definito a “pennello” a “scopa” o a “spazzola bruciata”.
    La patologia è causata da un trattamento aggressivo o da manipolazioni meccaniche o chimiche.
    Il processo può essere localizzato o generalizzato. In alcuni compare dall’infanzia ed è indipendente da traumi esterni; ha carattere ereditario.
    6) La tricodistrofia, rara, peli sottili e labili mostrano zone chiare alternate ad altre scure. I capelli sono corti, radi e fragili; è malattia ereditaria unita a deficienza fisica e intellettuale, ridotta fertilità e bassa statura, ittiosi e fotosensibilità.
    7) I pili anulati è un’alterazione ereditaria. I capelli ad occhio nudo hanno un aspetto sabbioso e l’analisi microscopica evidenzia bande chiare e scure. L’aspetto è dovuto a bollicine d’aria nel fusto. Hanno accrescimento ridotto, meno della metà del normale, possono avere un diverso grado di fragilità; non decolorarli e neppure eseguire permanenti.
    8) La sindrome dei capelli impettinabili è ereditaria con capelli arruffati e con aspetto disordinato.
    Può presentarsi con piccole zone dai capelli diritti.
    I capelli hanno sezione triangolare. La sindrome colpisce tra i 3 mesi e i 12 anni, ma presenta  leggeri miglioramenti nell’adulto. I capelli sono normali in quantità ed in lunghezza, hanno un caratteristico colore biondo-argenteo o giallo paglia.

    9) Nella tricoptilosi la parte terminale dei capelli può fessurarsi verticalmente (doppie punte).
    È frequente negli adulti, il 40% compare assieme a tricoressi nodosa. La causa è esterna: rasatura elettrica, spazzole dure, frequente uso del pettine, lesioni termiche (nei soggetti biondi: esposizione al sole), lesioni chimiche (la permanente o le decolorazioni) o infettive. Le cellule che proteggono la superficie del fusto, vengono perse e si formano fessure longitudinali. Può essere utile tagliare i capelli molto corti.

    10) La tricoclasia è la frammentazione traumatica dei capelli per cause chimiche. I capelli si spezzano, appena al di sotto del follicolo. Le radici non cadono. Ha decorso acuto e guarisce spontaneamente.
    11) Nella tricomalacia o calvizie a chiazze, alcuni follicoli sono otturati e contengono capelli sottili, corti, anomali o rigonfi. E’ la conseguenza di ripetuti traumi dovuti alla mania di tirarsi e attorcigliarsi i capelli con le dita.

    L’esame microscopico dimostra che al di sopra del bulbo, le cellule appaiono staccate e il capello è parzialmente distrutto.
    12) La triconodosi presenta la formazione di nodi e di doppie anse su singoli capelli, questa alterazione ha importanza estetica in quanto i capelli si strappano o spezzano se spazzolati o pettinati.Può essere utile tagliarsi i capelli molto corti .


    LE MALATTIE DEL CUOIO CAPELLUTO

    Il parrucchiere e il barbiere si imbattono in affezioni e il riconoscerle permette di svolgere opera preventiva a favore del “paziente”, ma anche verso se stessi , che potrebbero essere vittime di infezioni. Le dermatiti sono infiammazioni della pelle una delle più comuni è
    1. La dermatite seborroica, causata dal sebo prodotto in quantità eccessiva. La pelle del cuoio capelluto infiammata si desquama, le squame impregnate di sebo e giallastre, rimangono stratificate e coprono i capelli soffocandone l’accrescimento e facendoli cadere. L’aspetto iniziale è quello di una forfora a squame grandi, l’untuosità dei capelli la fa riconoscere. Nei casi più gravi si può estendere al collo, dietro le orecchie e alle palpebre: è presente anche un eczema, piccole ferite della pelle con fuoriuscita di siero e comparsa di croste. I prurito è d’obbligo. Le cause sono genetiche probabilmente legate all’attività ormonale. La dermatite seborroica si cura con lozioni e sciampi dotati di proprietà antimicotiche per il fungo (ketoconazolo) poi con sciampi al bisolfuro di selenio, al catrame o allo zinco piritione, applicazione locale di steroidi (cortisonici) che hanno proprietà anti-infiammatorie.
    2. La dermatite da contatto causata dal contatto diretto di sostanze tra cui cosmetici. Queste sostanze finiscono per sensibilizzare la pelle, che reagiscecon prurito, arrossamento, vescicolare e bolle. Situazioni che possono facilitare l’inpianto di infezioni.
    3. Il lichen planus pilare è una malattia che interessa il cuoio capelluto dove determina chiazze prive di capelli che hanno tendenza a persistere per mesi, contemporanea insorgenza di arrossamenti e desquamazione. Papule violacee attorno ai follicoli piliferi. Può insorgere ad ogni età , nell80% dopo i 30 anni. Il decorso è lento e le lesioni passano inosservate per anni. I capelli persi non ricresceranno più.
    4. La psoriasi è caratterizzata da chiazze arrossate, ricoperte da squame di colore grigio argenteo  può interessare tutto il cuoio capelluto. La psoriasi può essere presente già alla nascita o può comparire in età adulta, intorno ai 30 anni. Può essere confusa con la dermatite, ma le squame della psoriasi sono sottili lamine a più strati, opalescenti, vengono facilmente asportati se ci si gratta. Inoltre ci sono chiazze rossastre alle ginocchia e ai gomiti alle unghia che appaiono bucherellate. La psoriasi non reca danni gravi ai capelli, che sono più sottili si riscontra una caduta diffusa solo nella psoriasi eritodermica. Per alleviare la le manifestazioni della psoriasi si possono usare prodotti cheratolitici oppure i paggi UVA o fitoterapici.
    5. La pediculosi è una parassitosi causata da pidocchi, insetti che si nutrono del sangue dei mammiferi. La diffusione dei pidocchi riguarda soprattutto i bambini, in particolare durante la vita scolare. Ci sono due specie di pidocchi, ha tre zampe dotate di grosse unghie con cui abbraccia strettamente il fusto dei capelli.vive per circa un mese durante il quale la femmina depone 8-10 uova al giorno, chiamate lendine,attaccate fermamente alla base dei capelli, si schiudono in circa 8 giorni i pidocchietti neonati maturano negli insetti adulti dopo un’altra settimana. Si possono distinguere le lendini dalle scagliette cornee per il fatto che queste ultime scorrono liberamente lungo il fusto del capello , le lendine ancora non schiuse,sono riscontrabili più spesso nelle regioni nucali e temporali. L’uomo adulto è raramente interessato a questa infestazione. Il sintomo principale è un intenso prurito:il conseguente grattamento può determinare lesioni, croste sieroematiche. Per la disinfestazione è necessaria la rasatura dei capelli alla base e applicazione di prodotti antiparassitari,non solo sulla persona ma anche sui familiari.
    Utili sciampi a base di D-phenotrin.
    6. Le tigne sono infezioni cutanee da funghi(micosi)che determinano la comparsa di aree prive di peli e di capelli con chiazze arrossate e desquamative. I bambini e i giovani sono i soggetti più a rischio esposti a occasioni di contaggio, soprattutto da gatti e cani.come tutte le infezioni, sono più facili.
    7. Le micosi sono causate da funghi, crescono nello strato corneo dell’epidermide e dei peli e penetrano per invadere anche i fusti dei capelli. I maschi sono maggiormente colpiti rispetto alle femmine.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           
    PERCHE’ SI PERDONO I CAPELLI
                                                                                   La caduta dei capelli, al di la del normale ricambio, può aumentare per vari motivi, come per esempio le carenze nutrizionali, l’allattamento, la menopausa, il tifo, la tubercolosi, cure farmacologiche a base di antidepressivi, anticoagulanti o antitumorali. Queste perdite possono essere recuperate, ma c’è una per la quale non c’è nulla da fare, se non rallentarla: la calvizie comune o alopecia androgenetica. Una malattia che può comparire dopo la pubertà, quando cominciano a circolare gli ormoni sessuali maschili, gli androgeni, che disattivano alcuni bulbi piliferi e ne attivano altri. Gli ormoni sessuali maschili colpiscono i follicoli di chi è geneticamente predisposto e ne riducono la vitalità fino ad atrofizzarli. Il termine alopecia indica la caduta dei capelli, di peli del volto, del tronco o degli arti, qualunque sia la causa o il tipo. L’alopecia androgenetica è la caduta destinata a portare alla calvizie irreversibile causa di forte disagio psicologico. Il diradamento dei capelli con l’età è un fenomeno che si verifica sempre ed è perfettamente naturale anche nelle donne.
    La caduta può essere improvvisa ed imponente o ricorrente e  viene detta defluivo o effluvio telogenico. Il defluivo si verifica quando si è stressati o durante malattie infettive, cure con antibiotici o chemioterapici, in gravidanza e durante l’allattamento. Ben nota è la perdita dei capelli in seguito a terapie antitumorali, squilibri ormonali e carenze dietetiche.

    LA CALVIZIE COMUNE E GLI ORMONI ANDROGENI
    La calvizie comune (calvizie androgena o seborroica) è la forma di calvizie più diffusa ed è ereditaria, il 60% degli uomini sotto i 30 anni ne soffre. I bulbi piliferi della sommità del capo (vertice) di chi è destinato alle calvizie sono “programmati” per ridurre la loro attività sotto l’influenza degli androgeni nel giro di una decina d’anni. Produrranno capelli sempre più più sottili e corti, fino a che si fermeranno del tutto, atrofizzandosi. È proprio sulla progressiva diminuzione di attività dei bulbi che gioca il ben noto minoxidil, che restituisce un poco di sprint ai bulbi geneticamente stanchi.
    A difendere la donna dalla calvizie ci sono gli estrogeni che contrastano gli androgeni (che anche la donna possiede); gli estrogeni hanno un azione che inibisce gli androgeni, per cui la peluria rimane meno accentuata, ad eccezione di ascelle e pube. Gli estrogeni eserciterebbero una “protezione” dei capelli del vertice e infatti nel sesso femminile le calvizie è un fenomeno raro: quando si verifica è associata ad altre malattie cutanee, come l’acne e l’irsutismo. Con la menopausa che comporta un cambiamento significativo del sistema ormonale, la capigliatura tende talora a rarefarsi per il cambiamento dell’equilibrio ormonale.
    Per affrontare il problema il dermatologo fa riferimento alla scala di Hamilton con sette stadi successivi. Non è obbligatorio che dal primo si passi al settimo stadio in quanto la calvizie può arrestarsi soprattutto se si sviluppa tardi. Esistono  variazioni individuali: nei mediterranei prevale l’alopecia frontale e del vertice, nei nord-europei l’alopecia fronto-temporale, negli ebrei frontale.
    1 stadio: i capelli delle aree frontali e temporali e della sommità del capo si fanno gradualmente più sottili.
    2 stadio: semplice arretramento dell’attaccatura dei capelli. La fronte si fa più alta e spaziosa.
    A questo stadio arriva spontaneamente almeno l’80% dei maschi dopo i 60 anni.
    Fine del secondo stadio e 3: la calvizie si fa man mano più evidente in quanto lo sfoltimento colpisce ancora la fronte, ma anche le tempie e infine il vertice (la chierica stadio 3 vertex) .
    Nel 4 stadio: prosegue lo sfoltimento della regione frontale e temporale, si amplia la chierica che nel
    5 stadio si congiunge con il vertice scoprendo totalmente la sommità del capo.
    Negli stadi 6 e 7: la capigliatura residua si riduce ulteriormente finchè non rimane una banda di capelli laterale, sopra le orecchie e a livello della nuca (la calvizie ippocratica).
    Alla calvizie comune non c’è altro rimedio che il trapianto di capelli artificiali o resistenti agli ormoni androgeni. Oppure un parrucchino.
    Farmaci sicuramente efficaci non ne esistono e tanto meno cosmetici.


    LA CADUTA DEI CAPELLI NELLA DONNA
    Per la donna l’aspetto della chioma è un segnale potente di comunicazione come quei gesti tipicamente femminili di ravviarsi i capelli buttando indietro la testa. La perdita dei capelli può essere, quindi, vissuta come perdita di femminilità. Una donna insicura e depressa può manifestare questo suo disagio perdendo i capelli.
    I capelli della donna sono mediamente più grossi più durevoli ed a più rapido e prolungato accrescimento rispetto a quelli maschili. Come nell’uomo anche nella donna l’alopecia androgenetica ha carattere ereditario ma solo il 20% delle donne sotto i 30 anni ne è affetto. La predisposizione alle calvizie si può valutare guardandosi allo specchio nudi e controllando la distribuzione di peli pubici. Nella donna formano un triangolo con base superiore e vertice in basso, mentre nell’uomo sono simili a un rombo, con vertice superiore nell’ombellico. Se c’è questa disposizione nella donna è probabile l’esistenza della predisposizione all’alopecia. Nella donna tra i 20 e i 40 anni la caduta dei capelli aumenta gradualmente. A 50 anni  un quarto delle donne manifesta segni di rarefazione dei capelli, mentre l’alopecia si fa conclamata nel 60% delle donne ultrasessantenni. Dopo la menopausa il diradamento e l’assottigliamento dei capelli interessano la fronte e il vertice. Se l’alopecia si manifesta prima della menopausa e con caratteristiche di tipo maschile può essere utile una visita dal ginecologo o dall’endocrinologo. Se oltre alla caduta dei capelli c’è anche un aumento dello peluria generale e del viso con presenza di acne, il ginecologo potrà indicare un’ecografia addominale per verificare la presenza di cisti ovariche responsabili di squilibri ormonali.
    L’alopecia androgenetica femminile si presenta in modo più subdolo rispetto all’uomo. Il defluivo comincia proprio al vertice, per propagarsi tutto intorno e risparmiando in genere la zona frontale. Viene suddivisa in tre gradi secondo la scala di Ludwig. C’è infine la caduta per cause traumatiche : cosmetici aggressivi (tinture e permanenti), eccesso di tensione quando i capelli vengono “tirati” in trecce, codini e code di cavallo, strumenti caldi come il phon a distanza ravvicinata, i “ferri” o spazzolature troppo vigorose su capelli sottili. Ma basta che cessi la causa e la caduta si ferma. L’interruzione di contraccettivi orali, può causare un effetto simile a quello in gravidanza con aumento di caduta dei capelli.

    ALTRI TIPI DI ALOPECIE
    Vi sono perdite acute (cioè massicce ma di breve durata) causate da uno scioch, da un intervento chirurgico, dieta dimagrante, da una malattia acuta o cronica, tumori, stress e depressione. Ciò vale soprattutto per le donne. Altre alopecie possono insorgere per cause infettive (virus, batteri e funghi), per traumi e agenti fisici. Il dermatologo riconosce tre tipi di alopecia comune o androgenetica: diffusa, areata e cicatriziale. L’alopecia diffusa è così detta perché la caduta dei capelli non riguarda il vertice e l’area fronto-temporale ma colpisce tutto il cuoio capelluto. L’effluvio telogenico è una perdita di capelli diffusa che colpisce uomini e donne e compare dopo un fatto stressante, febbre, lutto e incidente, dura qualche mese ed è reversibile. Un buon test per verificare se si è in presenza di effluvio è il pull test che consiste nell’afferrare tra pollice e indice una trentina di capelli, tirandoli fino a causare un po’ di dolore, se rimangono tra le dita più di una decina di capelli siamo in presenza di effluvio telogenico e conviene andare dal dermatologo.
    Ben nota è la totale perdita di capelli (reversibile) causata dalla chemioterapia oncologica.
    L’alopecia areata è molto comune: i capelli cadono a ciuffi e si formano chiazze nude e non guarda al sesso. È anche chiamata “area Celsi”. Per mettere in allarme basta una chiazza accompagnata da un leggero eritema e prurito spesso seguito da altre entro poche settimane anche nella barba e nelle sopracciglia.
    Raramente forme gravi di alopecia areata porta alla perdita di tutti i peli corporei (alopecia universale - atrichia). Non se ne conoscono le cause, ma è possibile che si tratti di una malattia di tipo autoimmune. C’e una componente ereditaria, infatti, in almeno il 30 % dei casi uno o più familiari hanno avuto la stessa affezione. L’alopecia areata guarisce spontaneamente e più o meno rapidamente nel 70-80% dei casi ma se insorge prima della pubertà, la guarigione non si verifica o è parziale. Sarà  sempre soltanto il dermatologo ad indicare la diagnosi e la terapia.
    L’alopecia cicatrizzale non è una malattia, ma la conseguenza di malattie del cuoio capelluto come il lupus eritematoso, il lichen planus, la psoriasi oltre che tumori. Traumi, ustioni o infezioni virali, batteriche o fungine, come la tigna, trasmessa dai cani e dai gatti, possono portare ad alopecia cicatriziale: i capelli cadono da soli o a ciuffi, senza la possibilità di ricrescere. Alopecia da traumi, la tricotillomania, cioè l’abitudine di tirarsi in continuazione i capelli, attorcigliandoli, spesso porta al loro strappo e alla lesione (reversibile o irreversibile) dei follicoli. L’uso improprio di cosmetici o trattamenti per capelli può portare ad una alopecia da cosmetici di tipo cicatriziale, con lesioni permanenti dei follicoli, ma spesso l’alopecia si risolve quando cessa la causa, dovuta all’applicazione di sostanze chimiche o a trattamenti fisici che possono rompere i capelli (pettini caldi, spazzolature troppo energetiche o massaggi eccessivi, permanenti e tinture) eccessivo strato di trazione.


    È POSSIBILE LA RICRESCITA DEI CAPELLI PERSI?

    L’alopecia androgenetica non si può curare, nel senso che non si possono fare ricrescere i capelli persi il cui bulbo pilifero si sia atrofizzato. Chi è affetto da alopecia di tipo androgenetico, prima che le cellule della matrice si atrofizzino, passano alcuni anni, durante i quali i follicoli continuano a produrre i capelli, sempre più piccoli. Fin che ci sono questi follicoli si può rallentare o arrestare la perdita, e ciò è tanto più vero quanto più precoce è la diagnosi di alopecia e tanto più tardiva la sua comparsa negli anni. La caduta non avviene tutta d’un colpo, ma in momenti successivi: chi è calvo da 10 anni avrà meno follicoli attivi di chi ha cominciato a perdere i capelli da 2 anni. Sul primo i massaggi e gli stimolanti avranno sicuramente un effetto minore rispetto al secondo più giovane. È importantissimo curarsi precocemente, andare presto dallo specialista. I farmaci, i massaggi, gli integratori e gli stimolanti puntano proprio sul fatto che di follicoli vitali, anche su una testa apparentemente calva, ce ne siano ancora.

    LA LASERTERAPIA E
    LA MESOTERAPIA
    La laserterapia sembra utile in casi di calvizie non ereditaria (come l’alopecia areata), il fascio di luce che penetra entro il cuoio capelluto incrementa la circolazione. La laserterapia viene usata in associazione con la mesoterapia che consiste in microiniezioni intradermiche di piccolissime quantità di farmaci. Anche in questo caso le sostanze iniettate hanno lo scopo di migliorare la circolazione sanguigna e stimolare i follicoli piliferi.

    LA IONOFORESI
    Con la ionoforesi un apparecchio, sfruttando la differenza di cariche elettriche tra superficie cutanea e interna, fa penetrare nel cuoio capelluto farmaci sensibili al campo elettrico. Lo scopo è di favorire la penetrazione dei principi attivi.

     

    INDICE


    Capelli secchi………………………………………………..pag. 1
    • Come affrontare il problema dei capelli secchi?
    La seborrea e i capelli grassi ………………………….pag. 2
    • Rimedi
    La forfora ……………………………………………….. pag. 3
    • Come curare la forfora?
    I capelli grigi e le canizie………………………………. pag. 5
    • Prodotti per la cura dei capelli
    Gli sciampi ……………………………………………….pag. 6
    I balsami ………………………………………………….pag. 8
    Gli ammorbidenti……………………………………….. pag. 8
    Le lozioni …………………………………………………pag. 9
    Le schiume aerosol ……………………………………..pag. 9
    Gli oli ………………………………………………….….pag. 9
    I tonici……………………………………………………. pag. 10
    Le lacche ed i gel ……………………………………….pag. 10
    La cura dei capelli……………………………………….pag. 10
    • Come lavare i capelli
    • Come asciugare i capelli
    Spazzole, pettini ed altri strumenti ……………………pag. 12
    Il taglio dei capelli ……………………………………….pag. 13
    La messa in piega……………………………………….pag. 13
    La permanente…………………………………………..pag. 15
    La stiratura dei capelli…………………………………..pag. 17
    La colorazione dei capelli………………………………pag. 18
    La decolorazione dei capelli……………………………pag. 21
    Possibili danni da trattamenti cosmetici………………pag. 22
    Danni al parrucchiere…………………………………...pag. 22
    Possibili danni al parrucchiere…………………………pag. 23
    La rasatura della barba…………………………………pag. 26
    • La rasatura bagnata
    • La rasatura a secco
    • I prodotti a secco
    Capelli: come curarli…………………………………..pag. 28

     


    Le malattie del cuoio capelluto…………………….pag. 31
    Perché si perdono i capelli ?………………………pag. 34
    La calvizie comune e gli ormoni androgeni………pag. 35
    La caduta dei capelli nella donna…………………pag. 37
    Altri tipi di alopecia………………………………….pag. 38
    E’ possibile la ricrescita dei capelli persi ?……….pag. 40
    La laser – terapie e la meso – terapia…………….pag. 41
    La ionoforesi…………………………………………pag. 41

    23/01/2012


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  • agenti per pubbluiche relazioni e ricerca clienti

    cercasi agenti :  ottimi ricavi con provvigioni immediate

    31/10/2011


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