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  • Come riconoscere un Attacco di Panico

    di Laura Barbera Psicologa a Firenze

    Si presenta all’improvviso, senza dare alcun avvertimento. Il cuore inizia a battere forte, il respiro si fa sempre più corto e veloce…un’ondata tremante di paura invade il corpo e la mente. “Ma cosa mi sta succedendo?”.
    Una vertigine che ti fa sbandare, un nodo alla gola che ti blocca il respiro e un senso di nausea incontrollabile ti avvolgono nella frazione di un secondo. La paura inizia a prendere forme sempre più terrificanti, non riesci a capire dove sei e chi sei…”Aiuto ho perso il controllo, sto impazzendo”…”oddio, no…sto morendo”.
    Questo è ciò che si può provare quando si ha un attacco di panico.
    I sintomi si sviluppano e raggiungono il picco di intensità nel giro di 10 minuti, dopo di che, tutto pare tornare alla normalità. Dico pare perché chiunque abbia mai provato un attacco di panico, sa quanto sia cambiata la propria vita da quel momento.
    Si vive nell’ansia anticipatoria del prossimo improvviso attacco; si evitano tutti i luoghi, le situazioni, le persone, che vengono associati e ricollegati al primo episodio di panico; si è sempre all’ascolto e in allerta di ogni singola percezione che proviene dal corpo.
    L’ansia costante che impregna da quel momento la quotidianità, ci spinge ad evitare tutto ciò che ci appare pericoloso: prendere la macchina per andare a lavoro; uscire a cena fuori con amici o andare in locali affollati. Nasce e aumenta velocemente la percezione di essere fragili, di non riuscire più a controllare niente e quindi di vivere nell’incertezza più assoluta. Sfido chiunque a trovarsi in una simile situazione e non avere paura. Il nodo cruciale sta proprio nel circolo vizioso che si instaura tra emozione, percezione e cognizione: l’ansia di provare nuovamente quelle brutte sensazioni porta ad essere costantemente attenti ad ogni minima percezione corporea, ma tale stato di allerta aumenta l’ansia con tutte le sue manifestazioni fisiche (ovvero la tachicardia, il respiro corto e veloce, la sudorazione, le vertigini, i tremori, ecc.). Ecco che queste percezioni corporee avvalorano la preoccupazione di un nuovo attacco imminente, con la conseguenza di avere ancora più paura e quindi di provocare il malessere tanto scongiurato.
    Ma è possibile interrompere questo circolo negativo? E soprattutto è possibile guarire e non avere più attacchi di panico? La risposta è sì!
    Il primo passo da fare è quello di rivolgersi ad un professionista, Psicologo o Psicoterapeuta, che vi aiuta a capire il significato e il senso che l’attacco di panico ha per voi in quel momento della vostra vita. Lo Psicologo:
    •vi capisce, perché spesso chi ci circonda non riesce a farlo se non ha provato quello che avete provato voi;
    •vi accoglie, ascoltando le vostre paure senza giudicarvi e senza farvi sentire “stupidi” o “deboli”;
    •vi rassicura, spiegandovi che l’ansia è la normale reazione a qualcosa che pensiamo essere per noi pericolosa e ci mette nelle condizioni fisiche idonee per poter scappare dal pericolo;
    •vi accompagna in un processo di comprensione del sintomo, aiutandovi a riflettere su ciò che vi spaventa e perché;
    •vi sostiene nel prendere consapevolezza delle risorse che avete e che potete utilizzare per cambiare la situazione.


    Dott.ssa Laura Barbera
    Psicologa Firenze

    04/07/2012


  • Ansia 9 cose da sapere per poterla gestire meglio

    Ansia: 9 cose da sapere per poterla gestire meglio
    di Laura Barbera Psicologa a Firenze

    1. L’ansia è di per sé un’emozione positiva poiché ci permette di essere vigili quando per esempio guidiamo; oppure di rimanere in allerta quando affrontiamo una situazione che può essere pericolosa per la nostra vita; ci aiuta a migliorare le proprie performance sia quando dobbiamo parlare in pubblico che quando dobbiamo affrontare una gara di atletica. Quando però l’intensità dell’ansia è troppo elevata, crea un effetto contrario, ovvero di paralisi o di fuga dalla situazione, producendo, per esempio, una performance insufficiente.

    2. L’ansia, nella sua attivazione, segue sempre una curva che sale fino ad un certo punto e scende dopo un po’ di tempo in maniera naturale; passa da sola senza dover far nulla.

    3. Le sensazioni corporee tipiche dell’ansia sono: il battito cardiaco accelerato, la sensazione di mancanza di ossigeno, sudorazione, vampate di calore, vertigine e sensazione di sbandamento, tremori, nausea. Tutte reazioni fisiologiche che stanno ad indicare che il nostro corpo si sta preparando a scappare dalla situazione che avvertiamo come pericolosa. State tranquilli, non si tratta di infarto!

    4. Soffermarsi sulle sensazioni corporee ascoltando attentamente ogni singola percezione, non fa altro che aumentare lo stato di ansia acuendone i sintomi. In questi casi è opportuno distrarsi dall’ansia mettendo in atto tutte le tecniche di distrazione che conosciamo: per esempio concentrarsi sui particolari e i dettagli di ciò che ci circonda, magari descrivendoli a voce alta. Questo può far passare più velocemente il momento in cui si prova ansia, facendoci sentire meglio in poco tempo.

    5. E’ importante dare un significato e un senso all’ansia che proviamo. Bisogna imparare ad osservarla nei suoi momenti massimi e minimi cercando di capire quali sono le situazioni e i pensieri che la fanno aumentare e quelle che la fanno diminuire.

    6. Bisogna imparare ad agire insieme all’ansia, cercando di vivere la situazione come normale. Fuggire potrebbe far diminuire l’ansia al momento, ma sicuramente il disturbo peggiorerà. Allora, quando sentiamo di avere una forte ansia, bisogna continuare a fare ciò che si stava facendo, magari rallentandone il ritmo, perché in questo modo l’ansia e la paura si abbasseranno da sole e in poco tempo

    7. Bisogna imparare ad accettare l’ansia, non combatterla, perché fa parte di noi, vivrà insieme a noi. Altrimenti sarebbe come combattere contro se stessi. Rimanere ad osservarla e ad accettarla è il modo più veloce per farla scomparire. Aspettandoci nel futuro di provare nuovamente ansia, è il passo giusto per poterla accettare quando verrà di nuovo

    8. Le situazioni difficili vanno affrontate a piccoli passi, ponendosi piccoli obiettivi. Soprattutto le situazioni in cui avvertiamo di avere paura, devono essere affrontate gradualmente, senza fretta. Raggiungere gli obiettivi poco alla volta aumenta il nostro senso di efficacia e la nostra autostima.

    9. Affrontare costantemente e ripetutamente situazioni che adesso non ci provocano più ansia, rafforza la nostra sensazione di essere capaci di affrontarla.

    Dott.ssa Laura Barbera
    Psicologa Firenze

    04/07/2012


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